Vivere con la SM: dopo il 5° anno festeggio il mio ritorno al lavoro

Jamie Trippdi Jamie Tripp Utitus

in Lavoro

Sclerosi multipla: ritornare a lavorare

Ricordo quando ho dovuto sistemare la mia scrivania, salutare i miei alunni e il mio titolo di insegnante. Trascorso un anno e mezzo dopo la scoperta della mia diagnosi di sclerosi multipla, ho capito che era arrivato il momento. Ho cercato di combattere la malattia per cercare di andare avanti, ma il tipo di lavoro che svolgevo faceva progredire la mia malattia. Una parte di me si sentiva arrendevole: anzi un numero.

Entro i cinque anni dalla diagnosi, la stragrande maggioranza delle persone a cui è stata diagnosticata questa malattia diventa disabile. Dopo il traguardo del quinto anno, è inoltre previsto un progresso che, in base alla scala che i medici utilizzano per calcolare il grado di disabilità, è inteso come un peggioramento.

Così, diventai una scrittrice. Mi rilassavo cercando di concentrarmi sul riconoscere l’importanza di ciò che possedevo e il mio corpo iniziò a guarire. Stavo a casa con i miei bambini e mi affezionai al fatto di stare con loro e all’idea di diventare un’amante della vita casalinga. La mia casa era inondata da un profumo di mele alla cannella, proprio come quella di tante mamme durante le giornate d’autunno. Ne approfittai, meditai e imparai un nuovo stile di vita. Pensavo che sarebbe stata questa la mia vita...

Poi due settimane fa mi hanno offerto un lavoro in una scuola come insegnante di sostegno in una classe di cinque alunni. Sicuramente meno stress! Non ci ho pensato due volte, ho accettato.

Quindi cosa ho imparato tornando al lavoro giunta al quinto anno della mia malattia?

Speranza. La prima volta che mi diagnosticarono la malattia, andai in panico e mi immaginavo che a distanza di cinque anni sarei diventata una tetraplegica a causa delle condizioni della mia spina dorsale e delle implicazioni riportate dalla scala; il quinto anno è la fase che segna in genere una progressione. Ma io non sono un numero, la nostra malattia e il suo decorso sono strettamente personalizzati. Non ho mai sognato che un giorno avrei avuto l’opportunità di ritornare a insegnare e a camminare da sola! Posso ancora modificare il percorso di vita di qualcuno! Ogni giorno, entrando al lavoro, penso a questa cosa.

Relax. A causa della mia assenza sul posto di lavoro usuale e del mio cambiamento di stile di vita, non mi preoccupo più per le piccole cose. Ma nemmeno per quelle più importanti. Parlo con i miei colleghi senza prendere le cose troppo sul serio, con amore. Siamo un gruppo che cerca di risolvere i problemi di alcuni bambini, tutto qui. Quando affronti una cosa tanto spaventosa e mortale come la sclerosi multipla, non capita di preoccuparsi per le sciocchezze. Con questa prospettiva, la vita diventa più gioiosa. Ritornare al lavoro mi ha aiutato a calibrare meglio la mia gioia – non me ne ero nemmeno accorta.

Donare. È il modo migliore per guarire. Alcune persone che convivono con questa malattia non hanno la stessa fortuna che ho avuto io di poter ritornare al lavoro. In ogni caso, sia che tu possa ritornarci oppure no, cerca di aiutare qualcuno in qualsiasi modo, nessun gesto è troppo piccolo. Vedrai che in qualche modo ti cambierà. Fallo regolarmente e guarirai sia te che gli altri.

È facile quando si è travestiti e ci si trova in una ‘competizione spietata’ per dimenticare di avere la sclerosi multipla. È facile dimenticarsi di avere a disposizione un determinato numero di armi. Possiamo pretendere di essere uguali ai nostri colleghi, ma non lo siamo. Dobbiamo essere intraprendenti, dare priorità alle nostre battaglie e amare noi stessi tanto quanto amiamo gli altri. Ricordati di rallentare i ritmi, lasciare che le cose facciano il loro corso e lasciare che sia l’amore a condurre tutto. Se hai bisogno di sederti, siediti; e infine la gratitudine: ricordati assolutamente sempre di essere grato, non importa per quale motivo.


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