Un comportamento consapevole sul posto di lavoro.

Alexandra Reichedi Alexandra Reiche

in Dentro la SM

Un comportamento consapevole sul posto di lavoro

Per molti di noi il lavoro è un aspetto fondamentale, che occupa molto tempo della nostra quotidianità, e cercare di rimanere fedeli a se stessi può rappresentare una sfida quando le richieste lavorative sono sempre più pressanti, specialmente con una diagnosi di SM. Di seguito alcune indicazioni per una gestione più consapevole delle sfide poste dalla SM nell’ambiente lavorativo.

1. Víziati

Se vivo una situazione difficile al lavoro a causa della SM o di altri fattori, mi piace “viziarmi” quando torno a casa dopo una lunga giornata. Ho scoperto che è una maniera super efficace per risollevare l’umore e rappresenta un obiettivo a cui tendere durante tutta la giornata. Mi piace viziarmi andando al cinema la sera, rannicchiandomi sul divano con un buon libro o, più semplicemente, mangiandomi un gelato sulla strada verso casa. Qualsiasi cosa desideri fare per viziarti, falla, te la meriti.

2. Scegli ciò che è meglio per te

Quando un aspetto del lavoro non ci soddisfa, tendiamo a biasimare noi stessi. “Devo stringere i denti” e “Non devo permettere che abbia la meglio su di me” sono le prime cose che diciamo quando ci sfoghiamo con amici e famigliari. Sbagliato. Ciò che dobbiamo fare (mi ci è voluto molto tempo per capirlo, e ancora di più per mettere in pratica questa “epifania”) è seguire un principio molto semplice: se sei un fiore e hai bisogno di acqua non rimanere nel deserto. Questa metafora mi ha aiutato a superare l’auto-commiserazione e a riconoscere che tutti abbiamo bisogni diversi, tutti ugualmente giustificabili, indipendentemente dalla SM. Quindi se io ho bisogno di un ambiente amichevole, comprensivo e giusto non lavorerò in un’azienda piena di bulli.

3. Dire di “No”

Questa è una delle lezioni più difficili che ho imparato, ed è di vitale importanza se hai la SM. Dato che lo stress può avere degli effetti particolarmente negativi, dobbiamo stare attenti a non sovraccaricarci di lavoro o ad assumere incarichi con cui non ci sentiamo a nostro agio. Se desideri che la tua diagnosi rimanga privata, non sei obbligato a parlare dei tuoi problemi di salute. Puoi semplicemente dire “Vorrei veramente essere di aiuto, ma se accettassi anche questo incarico la qualità del mio lavoro ne risentirebbe”.

4. Non stare sempre in prima linea

Questa è una lezione che ho imparato dalla grandiosa Jessica Williams. Ho letto un’intervista della Williams nella quale parlava di una lezione che ha imparato dal suo terapista: puoi essere arrabbiato, ma se non te la senti, puoi scegliere di combattere un altro giorno. Non cadere nella trappola di credere di dover sempre combattere per i tuoi diritti, valori e opinioni nel difficile ambiente lavorativo. Hai il diritto sacrosanto di rimanere nella tua bolla privata e raccogliere le forze per un altro giorno.

5. Conosci il tuo valore

Per citare la tostissima Agente Carter: “Non ho bisogno di onori congressionali. […] Conosco il mio valore. L’opinione degli altri non mi interessa”. Sostituite “onore congressuale” con “encomio” o “promozione” e ottenete il mantra perfetto. So quanto possa essere difficile continuare a credere in se stessi se i sintomi della SM o il tuo ambiente lavorativo sembrano deprimerti. Conosci il tuo valore. Perché tu vali.

6. Renditi conto di quando è ora di andartene

Lasciare il lavoro è una delle decisioni più difficili da prendere, specialmente se ti è stata diagnosticata la SM. So per esperienza quanto sia possibile aggrapparsi disperatamente a un lavoro e i ricordi positivi che lo accompagnano. Probabilmente non sapete dove altro andare, o avete paura di scegliere la libera professione o la pensione anticipata. Queste ragioni sono assolutamente legittime. Non biasimatevi se siete preoccupati. Avete il diritto di esserlo. Ma essere consapevoli è molto importante, quindi ascoltate la voce nella vostra testa quando vi dice che, nonostante i vostri sforzi, e indipendentemente dalla SM, è ora di lasciare il lavoro. Non dimenticatevi che la salute fisica e mentale è la vostra priorità e che non avete bisogno dell’approvazione di nessuno per andarvene. L’unica persona a cui dovete rispondere siete voi stessi.


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